lunedì 28 dicembre 2015

Joel il pezzo di carbone

Ogni anno a Natale dono un breve racconto fiabesco ai parenti più stretti, agli amici che hanno dei bimbi e ad altri cari amici come piccolo pensiero al posto del regalo. Il racconto di Natale che ho scelto quest’anno è la canzone dei The Killers Joel the Lump of Coal, nono singolo natalizio della band di Las Vegas. È la storia di un pezzo di carbone disprezzato da tutti che dimostra di valere molto più di quello che sembra…

Un po' di tempo fa
Nella casa di Babbo Natale
Su al vecchio Polo Nord
Viveva un pezzo di antracite
Chiamato dai suoi genitori Joel

Joel, Joel, il pezzo di carbone
Felice quanto può esserlo un pezzo di carbone
Vuole solo tenere Babbo Natale al caldo
E rendere la sua casa accogliente


Ma Babbo Natale aveva altri piani per Joel
E un fatidico giorno disse:
“Joel sei proprio il pezzo di carbone di cui ho bisogno
Vieni con me sulla mia slitta”


Joel, Joel, il pezzo di carbone
Il suo cuore sobbalzò per la gioia:
“Presto sarò il regalo di Babbo Natale per
Una bambina o un bambino fortunati


Rideremo e giocheremo insieme
E ci stringeremo forte
Ci rannicchieremo sotto lenzuola bianche candide
Quando andremo a dormire la notte”
 

Ma tutti gli elfi di Babbo Natale risero di Joel e dissero:
“Ti aspetta una sorpresa
Non sei un regalo di Natale speciale
Sei solo un premio per il peggiore
Quale bambino vorrebbe mai averti?!
Sei quanto di più sporco ci possa essere
E adesso devi andare a vivere
Con qualcuno che è stato cattivo”

“Ma produco calore”, il povero Joel disse piangendo, “ed elettricità”
Risposero gli elfi: “Tu inquini l'aria con CO2 e mercurio”

Joel, Joel, il pezzo di carbone
Cadde in ginocchio
“Non voglio vivere con un bambino disobbediente
Non costringermi, Babbo Natale, per favore”

Ma Babbo Natale con la sua gioiosa risata disse:
“Oh oh stupido pezzo di carbone
Sei solo il mezzo per insegnare a questo ragazzino viziato
Che Babbo Natale non è un idiota, oh oh oh!”

E così volarono via e senza nemmeno accorgersene
Joel si ritrovò nel sacco
Pianse e gridando implorò Babbo Natale
“Perché non ce ne torniamo indietro?”

E poi arrivò la mattina di Natale
E, con sua grande sorpresa,
Joel vide un ragazzino con il viso più triste del mondo
E con gli occhi pieni di lacrime
Prese Joel, lo tenne in mano
E disse “Puoi essere mio amico
Mi sarebbe piaciuto ricevere dei regali ma
Sei quello che Babbo Natale ha scelto di mandare a me
È vero, sono stato un bambino disobbediente
E forse è peccato esserlo
È così che Babbo Natale tratta i bambini
Sono contento di non essere al suo posto”

Joel, Joel, il pezzo di carbone
Sapeva quello che doveva fare
Disse “Adesso so perché
Ti sono stato mandato

Perché quando una persona soffre dentro
Diventa dura e crudele
Ma so come trasformare il tuo dolore
In un gioiello prezioso
Allora prendimi in mano, giovanotto
E stringi più forte che puoi
Trasformiamo il tuo dolore e la tua rabbia
In qualcosa che brilla e risplende”

E Joel, Joel, il pezzo di carbone
Donò la sua vita
Affinché un bravo bambino disobbediente
Avesse un diamante il giorno di Natale.


giovedì 10 dicembre 2015

il meglio e il peggio dei remake Disney

Cenerentola (Kenneth Branagh, 2015) – questo remake in live action è molto più profondo ed emozionante del film d’animazione del 1950 a cui si ispira. La fiaba rimane pressoché intatta, quello che cambia è il modo in cui vengono raccontati i personaggi, soprattutto la protagonista, eroina gentile non più descritta come una debole, bensì come la più forte di tutti. La sua forza è la bontà, perché “dove c’è bontà, c’è magia”. Stupendo.

Maleficent (Robert Stromberg, 2014) – remake/spin-off che stravolge la storia della Bella addormentata nel bosco e, a mio avviso, non regge il confronto con l’incantevole classico d’animazione Disney del 1959. Mi piace l’idea di raccontare come e perché la fata Malefica sia diventata cattiva, ma spiegare subito dopo come e perché torni a essere buonissima mi sembra una forzatura. L’unica cosa che salvo è l’interpretazione di Angelina Jolie.