venerdì 20 novembre 2015

preghiamo (e pensiamo)

#PrayForParis è un bell’hashtag, ma spero non sia solo questo. Spero invece sia una vera esortazione alla preghiera quotidiana, costante. Perché non bisogna pregare solo quando siamo trafitti da tragedie come quella di Parigi del 13 novembre, bisogna pregare tutti i giorni, e non solo per Parigi, anche per la Siria, per il Mali, per i tanti luoghi martoriati dalle guerre, per il nostro mondo ferito. Anche per i terroristi, perché aprano le loro menti e i loro occhi. E per i governi occidentali, perché pongano fine al loro opportunismo.
Che crediate in Dio o meno, fate della preghiera un'abitudine. Ogni giorno sintonizzate il vostro cuore con quello di chi soffre, di chi sbaglia, di chi amate, di chi odiate, di chi non c’è più (fisicamente)…raccogliete tutto l’amore che riuscite a trovare dentro di voi e fatelo giungere a loro attraverso il vostro pensiero. Se l’essere umano è perché pensa, allora pensiamo, pensiamo tanto, pensiamo il bene e, dopo averlo pensato con cuore sincero, realizziamolo. La pace comincia così, da noi, adesso.


E’ questa la Parigi che vogliamo, è questo il mondo che vogliamo.
Tutto passa, l’amore no.

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