mercoledì 7 maggio 2014

cosa guardo? La Vita è Meravigliosa e altri film


La Vita è Meravigliosa (di Frank Capra, 1946) > Un capolavoro che brilla per sceneggiatura, regia, attori, emozioni, messaggio finale e per la sua incredibile modernità: l’impalcatura della storia è infatti formata da salti temporali e da una realtà parallela alternativa. Le tecniche narrative più innovative avvolte nel calore di una classica commedia natalizia. La vita è davvero meravigliosa quando si guardano film come questo. 




The Prestige (di Christopher Nolan, 2006) > Come un grande numero di magia, questo film coinvolge, incanta e sorprende lo spettatore fino alla parte finale, quella del “prestigio”, quando, con un “abracadabra”, viene svelato il trucco, un trucco 'semplice forse, ma non facile…'. Bravissimi gli attori. Geniale, come sempre, il regista.

The Social Network (di David Fincher, 2010) > Interessante film biografico che racconta come lo studente di Harvard Mark Zuckerberg (interpretato egregiamente da Jesse Eisenberg) è stato ‘intellettualmente e creativamente capace’ di inventare Facebook e in che modo alcuni suoi “amici” hanno provato, invano, a ‘sedersi sulle sue spalle per dichiararsi più alti’. 

The Life of David Gale (di Alan Parker, 2003) > L’incredibile e scioccante storia di un condannato a morte che sacrifica quel che è rimasto della sua vita per dimostrare la fallibilità della pena capitale. Scene forti, atmosfera asfissiante e un finale che lascia senza parole.

Rio (di Carlos Saldanha, Blue Sky Studios - 20th Century Fox Animation, 2011) > La bella e divertente storia di un pappagallo neotropicale di nome Blu che trova il coraggio di spiccare il volo. Una storia d’amore e amicizia arricchita da colori vivaci, musiche allegre, danze coreografiche e da una perfetta ed emozionante riproduzione animata della città di Rio de Janeiro.

After Earth (di M. Night Shyamalan, 2013) > Il pericolo è reale, la paura è una scelta. L’impassibile generale Cypher Raige ha scelto di non avere paura, ma quando suo figlio Kitai rischia di morire, quella scelta comincia a vacillare e l’amore paterno prende il sopravvento. In un pianeta Terra dove tutto si è evoluto per uccidere l’uomo, Will e Jaden Smith, padre e figlio tormentati dagli stessi rimpianti e sensi di colpa, vanno ancora una volta alla “ricerca della felicità”.

Il grande e potente Oz (di Sam Raimi, 2013) > Un’avventura fantastica, un vero e proprio spettacolo per gli occhi grazie agli incantevoli costumi e ai prodigiosi effetti speciali. Ma non basta. Il film, che fa da prequel alla straordinaria storia di Dorothy, non commuove e non “scalda il cuore” come il capolavoro di Victor Fleming del 1939. L’immaginazione non fa più volare lo spettatore sopra l’arcobaleno, si limita a intrattenerlo.

Midnight in Paris (di Woody Allen, 2011) > Non avevo mai visto una pellicola di Woody Allen prima di questa. Mi aspettavo un film da maestro, non una favoletta sofisticata, prevedibile e a tratti noiosa - senza nulla togliere alle favole, che io adoro. Tuttavia qui la magia è artefatta e il sogno non ti dà l’illusione di essere vero. Un viaggio nel tempo e nel meraviglioso spazio di Parigi, condito con interessanti aneddoti letterari, un bel viaggio “da cartolina”, ma privo d’anima.

Letters to Juliet (di Gary Winick, 2010) > Una brava Amanda Seyfried in una commedia sentimentale melensa e scontata che non emoziona quanto gli splendidi paesaggi italiani in cui è ambientata. Per adolescenti innamorati o per chi ha un paio d’ore libere e non ha niente di meglio da fare.

Il Principe Abusivo (di Alessandro Siani, 2013) > La trama semplice e fiabesca ci sta, ma tutto il resto è un disastro: battute vecchie, sketch già visti, personaggi piatti, siparietti imbarazzanti. Sono contenta che la commedia italiana si stia allontanando dalla più bassa volgarità e in questo Siani è stato bravo. Ma il film rimane comunque pessimo.  

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