domenica 23 ottobre 2011

l'adoro, è una passione, lascia stare!

Questa domenica è cominciata proprio male. E' morta una giovane promessa italiana, un ragazzo di 24 anni, "il capellone con l'accento romagnolo", come l'ho sempre chiamato io quando mio padre imponeva a me e mia madre la (noiosissima) visione della MotoGP. Marco Simoncelli se n'è andato.
In realtà, stamattina mi sono messa al computer per scrivere della nuova immagine del mio "blog-laboratorio" e della sua nuova tagline, "L'adoro, è una passione, lascia stare". L'ho presa dall'episodio 17 della sesta stagione di Sex And The City : è una battuta di Miranda in risposta alle persone che non capiscono la sua grande passione per il giornaletto di gossip "Tattle Tale".
Infime o nobili, frivole o importanti, tutte le passioni hanno ragione di esistere perché parlano di noi. Le passioni mettono in moto la nostra vita, ci spingono ad intraprendere determinate strade, ci fanno andare avanti, ci colorano quando siamo neri dentro. Per una passione si può anche morire, proprio come Marco. Non so dirvi se sia giusto o sbagliato, penso né l'una né l'altra cosa. La verità è che è già tutto morto in partenza se non c'è un po' di passione. Quindi vale la pena rischiare. Marco ha letteralmente corso il rischio di morire per vivere la sua passione. In fondo, è morto vivendo. Meglio che vivere morendo.

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