giovedì 13 ottobre 2011

io

Mi chiamo Valentina. 26 anni, di origini calabresi ma nata, cresciuta e residente in provincia di Milano.

Laureata in Scienze Linguistiche e Letterature Straniere presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Conosco piuttosto bene e uso spesso la lingua inglese, mi piacciono le sonorità e il calore della lingua spagnola, conosco molto bene e sono follemente innamorata della lingua francese. Amo la mia lingua madre.

Sono su questo mondo dalle ore 14,00 del 3 marzo 1985. Era una domenica. Segno zodiacale Pesci, ascendente Leone. I miei colori preferiti sono l'azzurro e il rosa, il mio animale-simbolo è la farfalla, il mio numero è il 3 e la frase che meglio mi rappresenta è Je vois la vie en rose (dalla canzone di Édith Piaf) : “la maniera francese per dire sto guardando il mondo con degli occhiali colorati di rosa”, spiega Audrey Hepburn nel film Sabrina.

La mia vita è fare liste di cose da fare e poi farle - con tutta calma. La mia vita è osservare, parlare poco e ascoltare molto, guardare, studiare, leggere, scrivere. Amo scrivere. Non amo molto parlare, non sono una chiacchierona. Soprattutto non amo molto attirare l’attenzione parlando di me; preferisco scrivere di me. Non ho ancora un lavoro stabile (ci sto lavorando) ma ho tanti piccoli impegni, alcuni retribuiti e altri no : l’importante è fare sempre qualcosa, anche solo aiutare in casa. Ecco, più che disoccupata mi definirei “diversamente occupata” - come molti al giorno d’oggi.

Sono appassionata di letteratura, cinema, telefilm americani, musica, viaggi e immagini. Spesso mi diletto a fotografare, anche se non penso di essere granché brava. Sono sensibile all’arte e alla danza.  Seguo con interesse il mondo della moda e mi piace fare shopping ma non sono assolutamente una "fashion victim". Mi piacciono le cose belle e buone, sono un'esteta dal cuore tenero, una buongustaia – talvolta cultrice del kitsch e del mélo, lo ammetto. Mi piace cucinare ma preferisco mangiare. Non bevo, non fumo, non mi drogo ma penso – tanto. E sogno – ancor di più.

Romantica, troppo.  Furba, troppo poco. Sfigata, quanto basta. Lenta in quasi tutto, ritardataria, piagnucolona, non di rado paranoica, maniaca della precisione, perfezionista frustrata, abbastanza ordinata, pignola quando serve, distrattamente attenta a ogni singolo dettaglio. Sono testarda. Faccio ciò che amo. Seguo la mia strada non curandomi di quello che gli altri pensano di me. Rispetto i gusti e le opinioni altrui e auspico che gli altri facciano lo stesso con me.

Non sono impulsiva. Non dico le cose subito, a volte non le dico mai (e sbaglio). Sono dannatamente riflessiva, rimuginante e permalosa : spesso mi odio per questo. Non sono una santa, non sono perfetta. Sono solo un essere umano che prova quotidianamente a migliorarsi. Odio l’invidia, la competizione, l’arroganza, la presunzione, i falsi elogi. Perdono ma non dimentico.

Ho una famiglia imperfetta ma amorevole e su cui posso sempre contare. Pochi veri amici. Sono comprensiva e cerco di non giudicare mai nessuno. Ho pazienza e fede.  Mi ritengo una persona fortunata, ringrazio Dio per quello che ho e ho sempre avuto. 

Vivo costantemente "hoping for the best but expecting the worst", come recita una delle mie canzoni preferite. Sono ottimista quando tutto va male ed eccessivamente pessimista nelle piccole disavventure di tutti i giorni. Mi perdo in un bicchiere d'acqua e nuoto serena nei mari in tempesta. Il mio ottimismo è più che altro un “ottimismo onirico” : sogno che tutto andrà bene, non lo penso realmente.

Sono fidanzata e amo. Credo nell’amore, nella cultura, nella vita. Credo in tante persone e in tante cose, credo tanto io, ci credo veramente. Non credulona. Credente. Spesso rimango delusa ma non m’importa. Per me credere è il verbo più importante. Niente è mai stato senza che nessuno ci abbia creduto. Credo in Gesù. Sì, quello del Vangelo : ho provato a non crederci, ma non ci sono riuscita. Così è. Mi piace credere che tutto sia possibile.

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